Un racconto al posto di una conclusione

Una sera di agosto, periferia milanese, una grigliata fra amici. Chiacchiere piacevoli. Fa caldo, un gran caldo. Ci vorrebbe qualcosa di fresco, l'acqua in bottiglia è tiepida, perché il comune ha tagliato la fornitura di acqua potabile quando la cascina è stata occupata, nel 1994. La birra di frigorifero tutto sommato non è una soluzione adeguata perché fa sudare parecchio. Ci vorrebbe un bel gelato artigianale, rinfrescante. Per fare il gelato ci vuole l'energia elettrica, e per avere l'energia elettrica bisogna essere collegati alla rete elettrica. L'energia viene prodotta nelle centrali a petrolio, a carbone o idroelettriche. Magari viene importata dalle centrali nucleari oltralpe, perché in Italia abbiamo rifiutato l'energia atomica, ma siamo disposti a tutto per un gelato. Magari si potesse fare il gelato senza energia elettrica. La discussione si anima: qualcuno sostiene che gli arabi facessero il gelato, nel deserto, senza elettricità. Allah è grande, ma la salamoia è più grande ancora. Il segreto del freddo è nella giusta miscela fra acqua, sale e pressione. Scatta un dibattito sulla natura delle reazioni chimiche fra acqua e sale: qualcuno sostiene che sia esotermica, qualcuno che sia endotermica. Sottrae calore all'ambiente circostante, oppure il contrario. Il caldo, l'alcool e le zanzare non aiutano la lucidità dei ragionamenti. Mia nonna aveva una gelateria sul lago, non avevano l'energia elettrica e quindi il gelato lo faceva a mano, latte e frutta di stagione, acqua e sale per raffreddare. Il potere della salamoia si tramanda. Si levano voci critiche: se fosse così facile creare il freddo, di certo non useremmo costosi frigoriferi elettrici industriali. Conoscenze così importanti non cadono nell'oblio. La questione rimane in sospeso.

Un anno più tardi Giorgio, uno degli amici partecipi di quella discussione sulle virtù refrigeranti della salamoia, mi invia una mail. Un designer danese ha vinto il primo premio al concorso Bodum Design Award 2011, Danimarca173. Il progetto presentato consiste in una gelatiera ad acqua e sale. Si può fare, pare. Forse prima o poi nei negozi troveremo gelatiere senza fili elettrici. O forse il progetto rimarrà irrealizzato, comprato da una multinazionale e subito richiuso nel cassetto dei sogni delle tecnologie conviviali, quelle tecnologie che nascono per soddisfare bisogni reali e si concretizzano rendendo più autonome le persone che le usano. La tecnologia può diventare uno strumento di autonomia. Dipende dalla nostra capacità di giocare a immaginare soluzioni creative ai nostri desideri. Tutto è possibile.

173) http://www.louisiana.dk/dk/Menu/Bodum+Design+Award/Bodum%C2%AE+Design+award+2011