Infatti, l'ipotesi destabilizzante che le personalità online possano essere più potenti del proprio "sè" offline, e magari prendere il sopravvento, non è infondata. La vita quotidiana delle persone è un continuo gioco di maschere, indossate per rispettare convenzioni sociali e replicare stereotipi comunicativi, spesso senza particolare consapevolezza. Non per nulla, il termine latino persona significa appunto "maschera". Ma sulla Rete, dove molte situazioni sono esplicitamente "solo un gioco", le pulsioni represse hanno modo di proliferare ed esplodere. Così il giovane timido veste i panni dell'assassino sociopatico nel suo videogioco interattivo preferito, oppure la ragazza che (si vede bruttina) si trasforma in una disinibita lady dominante e sfoggia le sue competenze nel forum sulle tecniche di bondage e fustigazione frequentato da appassionati di BDSM.
questa nn va bene, perchè stai segnalando un possibile percorso di liberazione nn di soggiogamento come stai in realtà citando..
Ma queste identità non sono banali fughe immaginarie da una vita reale in cui le persone si sentono impotenti e insoddisfatte; al contrario, spesso nel "gioco" virtuale, libero dalle costrizioni sociali, può emergere un altro sè possibile, si possono mettere a punto aspetti altrimenti inconfessabili e inaccettabili del proprio carattere.
stai facendo un minestrone...
STOP?
un labirinto di specchi composto da
tanti automi utonti, pronti a ritrasmettere in ogni istante la propria
insoddisfacente immagine riflessa negli schermi dei computer.