Il darwinismo tecnologico, dalla PayPal Mafia a FaceBook: la resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo

Dopo questo lungo ma necessario inquadramento economico e politico, ritorniamo ora alle reti sociali, e in particolare a Facebook. Non è un segreto: Facebook appartiene alla galassia libertariana statunitense, anzi alla frangia anarco-capitalista più estrema; già anni fa quotidiani europei ad ampia diffusione ne hanno scritto65. È una storia apparentemente collegata solo in maniera marginale a Facebook, ma in realtà merita grande attenzione, perché rivela come il più grande social network del mondo sia parte se non di una strategia più ampia, quantomeno di una diffusione capillare dei valori e delle pratiche ispirate al libertarianesimo.

Nella prima parte abbiamo usato Facebook come esempio di rete sociale le cui pratiche sono del tutto aliene al nostro sentire. Ripetiamo ancora che ciò non significa che gli altri grandi social media (Twitter, Linkedin, Google+, ecc.) siano immuni alle critiche. Ciò che vale per Facebook vale anche per gli altri, pur con diversità rilevanti di pubblico, di storia, di influenza nella società. Per semplicità di analisi, focalizzeremo ora l'attenzione sull'operato del magnate Peter Thiel, campione anarco-capitalista. Non tutti i social media attuali sono strettamente legati all'anarco-capitalismo come Facebook. Ma come Facebook è la punta di diamante dell'Internet sociale, così Thiel è un personaggio chiave per capire in che modo lo spirito libertariano che si ritrova in gran parte delle avventure capitalistiche nate nella Silicon Valley sta influenzando il nostro mondo sociale contemporaneo.

Primo finanziatore di Facebook, con un «investimento angelico» (angel investment) di 500mila dollari nel 2004 (al momento detiene il 3% della società a titolo personale), Peter Thiel, è un noto venture capitalist di San Francisco (gestisce fra l'altro l'hedge fund Clarium Capital Management, 3 miliardi di dollari, e il venture fund Founders Fund). Nato a Francoforte sul Meno alla fine degli anni Sessanta, è laureato a Stanford, l'università culla del capitalismo estremista californiano. A poco più quarant'anni, Thiel è uno dei 400 uomini più ricchi al mondo (365° secondo Forbes Fortune 2010); con questo denaro, ha finanziato generosamente l'estrema destra del candidato Ron Paul (libertariano, avversario di destra di George Bush Senior). Membro del Bilderberg group, che annualmente raduna personalità politiche, militari, industriali, affaristi per discutere dei problemi del mondo, ha espresso ampiamente le sue opinioni politiche su Cato Unbound66.

Uno dei cavalli di battaglia di Thiel è la critica radicale del sistema politico e sociale americano, che si estende per sineddoche (gli Stati Uniti sono alfieri della libertà nel mondo, la parte migliore del tutto Occidentale) al sistema di valori occidentale; in particolare, secondo Thiel la democrazia non è compatibile con la libertà, perché gli stati nazione e le altre istituzioni cosiddette democratiche soffocano le libertà individuali. E fin qui si potrebbe anche essere d'accordo, come left libertarians, libertari in senso socialista tradizionale. Le forme di democrazia rappresentativa contemporanee sono ben lontane dall'ideale di democrazia diretta, o meglio ancora di libera autogestione delle cose pubbliche. Gli interessi corporativi, così come gli intrecci strutturali fra criminalità organizzata, istituzioni e grandi gruppi finanziari ed economici riducono spesso la democrazia al ridicolo rituale del voto. Ma i passi successivi di Thiel sono decisamente reazionari, oltre che misogini:

A partire dal 1920, il vasto incremento di beneficiari del welfare e l'estensione del voto alle donne, due collegi elettorali notoriamente ardui per i libertariani, hanno reso un ossimoro il concetto di «democrazia capitalista».67

Thiel è un estremista del capitalismo senza regole68. È oltre l'anti-socialismo, è decisamente antisociale. Insieme a molti altri influenti personaggi, Thiel sostiene il darwinismo tecnologico, una ripresa del darwinismo sociale in chiave di eugenetica tecnologica, nel quale la tecnologia migliore renderà liberi gli individui più adatti, in vista di un superamento dei confini della specie umana: l'oltreuomo tecnologico, un ubermensch libero dalla morte, è l'obiettivo finale.

L'idea delle identità fisse e ben definite, uno dei mantra di Zuckerberg, ritorna nella biografia di Thiel: gay dichiarato, è uno strenuo difensore dei gay di destra, per i quali ha effettuato cospicue donazioni (American Foundation for Equal Rights e GOProud). D'altra parte, i suoi contatti politici sono strettamente personali, come dimostra il sostegno finanziario a Meg Whitman, tipica esponente di un emancipazionismo distorto. La Withman, ex CEO di eBay che acquistò PayPal, era candidata repubblicana al governo della California nel 2010. Infatti, Thiel ha fatto fortuna co-fondando Paypal, attualmente il sistema di pagamenti elettronico più usato al mondo, il suo primo progetto politico di rilevanza globale. L'idea politica alla base di PayPal era quella di togliere alle Banche Centrali il controllo della moneta. Lodevole tentativo di liberare il mondo, se non fosse poi accentrato nelle mani di quella che Thiel stesso definiva con orgoglio la «Paypal Mafia», indicandosi come «Don della PayPal Mafia»69.

Abili finanzieri, programmatori, imprenditori, pubblicitari incalliti di sé stessi, nel gruppo di squali che diedero vita alla PayPal Mafia spicca Max Levchin, l'inventore di PayPal. Mafia per il disprezzo per le ridicole «regole» del mercato liberale (in effetti sono ridicole, visto che non regolano proprio nulla), stabilite da istituzioni oppressive che limitano la libertà d'azione individuale. Mafia per i metodi di reclutamento del personale: a Google vogliono i migliori dottorati in matematica, sentenziava Levchin; noi vogliamo quelli che sono stati buttati fuori dai migliori dottorati perché troppo intelligenti e furbi, maschi dediti al lavoro forsennato senza remore morali, possibilmente che si conoscano tra loro per cementare lo spirito di gruppo. Mafia, non ultimo, per il sistema assolutamente opaco di gestione finanziaria per il quale PayPal è noto.

Ricordiamone brevemente il funzionamento. Se desidero fare un acquisto online, Paypal è la soluzione più rapida e universalmente accettata. PayPal si propone fin dalla sua fondazione, nel dicembre 1998, come intermediario globale delle transazioni finanziarie tra diversi sistemi di credito; ovvero, nel sogno di Thiel e Levchin, come moneta privata senza frontiere. Devo aprire un conto su PayPal, versare del denaro (da una carta di credito o da un conto bancario normale) e a questo punto procedo con l'acquisto. PayPal intasca una percentuale su ogni transazione. Siccome per il venditore liquidare il denaro ha un costo, e siccome di fatto PayPal ha assunto una posizione dominante nei sistemi di pagamenti online, il denaro versato sugli oltre 100 milioni di conti attivi rimane di fatto ampiamente virtuale. Come in una banca.

Solo che PayPal non è una banca, almeno non negli Stati Uniti, dove opera come un semplice intermediario. In Europa inizialmente la sede legale si trovava nella City di Londra; solo nel 2007 è diventata una banca, ma avendo spostato la propria sede nel paradiso fiscale del Lussemburgo, di fatto è diventato impossibile per gli utenti ottenere i servizi che le banche sono tenute ad offrire secondo le normative europee vigenti. In sostanza, in nessuna parte del mondo l'azienda è tenuta a seguire le norme del credito bancario. E non si tratta di un'impresa no-profit. Il servizio clienti è inesistente. Come in ogni servizio di trasferimento di denaro, le truffe sono molte; ma PayPal è noto per praticare regolarmente, e per le ragioni più svariate, il blocco del denaro sui conti degli utenti (omonimie, sospetto di frodi, casualità): esemplare il caso di Cryptome70, storico sito che dal 1996 raccoglie e mette a disposizione in un database liberamente scaricabile documenti censurati da parte di governi e corporazioni di tutto il mondo.

La discussa vendita di PayPal a Ebay per 1,5 miliardi di dollari nel 2002 ha reso Thiel e i suoi affiliati molto ricchi. Da allora si sono susseguiti una serie incredibile, anche per gli standard della Silicon Valley, di investimenti riusciti. Da Linkedin a GroupOn, da YouTube a Facebook, da Zynga a Digg, non c'è una sola azienda correlata al web 2.0 e al social networking in particolare che non abbia ricevuto finanziamenti dai membri della PayPal Mafia. Notizie assolutamente di dominio pubblico, visto che persino da Wikipedia o da siti pubblici di informazioni finanziarie come crunchbase.com si possono rintracciare fonti attendibili (articoli, volumi, interviste audio, video, ecc.) su questa vasta rete di traffici.

Quanto a Thiel, ha fondato o siede nel consiglio di amministrazione di società che la dicono lunga sulle sue idee di utopista messianico a proposito della tecnologia. Elenchiamo solo le più significative. Palantir Technologies Inc. (Palo Alto, CA), software e strumenti di analisi di reti sociale, cofinanziato dalla CIA, specializzata in guerra informatica (dal 2004)71. Geni (West Hollywood, CA), social network dedicato alla ricostruzione degli alberi genealogici familiari. L'obiettivo è la creazione di un Albero Genealogico Mondiale; gli utenti, paganti e non, possono aggiungere documenti, foto e video e ricercare nella storia familiare degli altri milioni di utenti e dei loro antenati (dal 2006)72. Halcyon Molecular (Redwood City, CA), il cui obiettivo è «trasformare la biologia in informatica»; ha sviluppato tecnologie per velocizzare e rendere meno costoso il sequenziamento del DNA (dal 2008)73.

Thiel finanzia o ha finanziato una serie di progetti che chiariscono le sue mire politiche e la rete di conoscenze che lo sostiene. Tra gli altri, degni di nota sono: il progetto Seasteading di Patri Friedman, nipote dell'economista ultraliberale Milton Friedman74 e figlio del già citato economista anarco-capitalista David Friedman (dal 2006), per stabilire piccole comunità completamente autosufficienti su isole artificiali in acque internazionali in mezzo all'oceano, sottratte al controllo statale75. Il Singularity Institute for Artificial Intelligent (SIAI), per superare finalmente i limiti del corpo umano con annessi problemi quali la morte, forzando l'evoluzione verso una nuova specie dominante, che emergerà dopo la Singolarità (dal 2006)76. Ognuna di queste imprese meriterebbe un capitolo a sé. Ad esempio la teoria della Singolarità, formulata dal futurologo Ray Kurzweil, è supportata dai movimenti transumanisti californiani, ma anche da scienziati del calibro di Marvin Minsky, uno dei sostenitori dell'Intelligenza Artificiale forte. La discussione sul postumanesimo può sembrare peregrina al di fuori delle conventicole tecnofile californiane, e del tutto fuori luogo per la stragrande maggioranza degli esseri umani che cerca faticosamente di sopravvivere, e ha il problema quotidiano di accedere all'acqua potabile e a una quantità sufficiente di cibo, non di accedere all'immortalità tecnologica. Anche se gran parte dell'Europa è fortunatamente poco sensibile al fascino delle distopie postumane, non sono molte le voci che si levano contro il tecnoentusiasmo forzoso. Pochi si domandano se non sia il caso rivedere radicalmente la propria dipendenza nei confronti di tutte le tecnologie, dall'automobile al telefono cellulare. In questo senso, è significativo notare che il mito della crescita illimitata basata su una sempre maggiore efficienza tecnica su cui poggia anche l'estremismo postumano non è messo in discussione da nessun discorso politico ufficiale, né in Europa né altrove.

Per riassumere: Facebook è parte del gioco dell'affarista anarco-capitalista più potente del mondo. La trasparenza radicale è parte di un vasto progetto politico che comprende controllo delle relazioni umane tramite tecnologie di sorveglianza per scopi di guerra informatica, costituzione di ghetti autarchici ultratecnologici in mezzo all'oceano, ricerca dell'immortalità tecnologica. Questo fatto è acclarato componendo un vasto mosaico di informazioni che sono da lungo tempo disponibili a tutti. Il silenzio dei media, degli utenti, degli attivisti, di chiunque abbia un minimo di buonsenso e cura per la propria indipendenza e autonomia è assordante.

Al di là delle sue capacità finanziarie, molte delle posizioni sostenute da Thiel sono certamente affascinanti, radicali e disturbanti. L'ideologia politica che si delinea è un individualismo sfrenato reso possibile da un capitalismo salvifico e tecnolatrico. In aperta critica contro l'educazione elitaria delle università americane, ancora troppo poco privata a suo parere, nel settembre 2010 ha lanciato un programma di sostegno per giovani meritevoli al di sotto dei vent'anni di età e disposti a fondare la propria impresa senza seguire il tradizionale iter universitario. Il programma 20 Under 20 ha finanziato quindi, nell'aprile 2011, venti «giovani individui promettenti» con centomila dollari ciascuno su due anni. Libera impresa per meritocrazia. Non è internet ad aver creato una bolla sociale di relazioni vacue; è il sistema educativo americano ad essere ormai incapace di valorizzare la vera innovazione; solo la privatizzazione assoluta aprirà le porte del radioso futuro tecnologico77.

In un intervento più teorico, significativamente intitolato La fine del futuro78, Thiel illustra la situazione di stagnazione attuale, individuando nella scarsa o nulla capacità di investire sulla tecnologia di punta, di rischiare in progetti avveniristici, la vera radice dell'impasse sociale, culturale ed economica mondiale. Gli Stati Uniti, paladini dell'innovazione a tutti i costi, rapida, sempre alla ricerca della «Prossima Grande Cosa» (The Next Big Thing) si sono impantanati; in quanto faro del mondo libero, è scontato che il resto del pianeta li stia seguendo nella recessione. Thiel associa la crisi dell'Occidente alla scomparsa di quella Frontiera da raggiungere e sempre spostare più in là che vivifica l'american dream.

Thiel manifesta spesso pubblicamente la propria profonda delusione per il fatto che gli imprenditori della Silicon Valley si dedichino esclusivamente al profitto e non badino a cambiare il mondo; per lui il capitalismo è un'impresa rivoluzionaria per liberare il genere umano (solo i migliori, in realtà) tramite la tecnologia. Ma se il capitalismo ha già trionfato, cosa resta da cambiare? Bisogna rendere il capitalismo migliore; ed ecco il mantra della fase attuale: green capitalism, clean technology. Tutto dev'essere verde, o quantomeno pulito. Certo, sappiamo bene che il capitalismo verde è una bufala che consente di mantenere livelli di consumo, inquinamento e crescita insostenibili. Ma l'ambientalismo di facciata, per quanto non abbia nulla a che spartire con l'ecologismo, è senz'altro meglio del totale disprezzo per l'ecosistema. Quando si tratta di capitalismo di rapina, l'ex Don della PayPal Mafia ha le idee ben chiare: la rivoluzione anarco-capitalista ha bisogno di fedeli entusiasti acquirenti da una parte e di preti, vescovi e papi con enormi possibilità finanziarie dall'altra. Nel mezzo, le merci devono circolare sempre più rapidamente e poter essere sostituite illimitatamente. Nel gioco del mercato assolutamente libero in cui tutti vincono non c'è spazio nemmeno per il dubbio che le risorse materiali siano finite. Meglio trasferirsi nel cyberspazio, mirare a un virtuale disincarnato che fare i conti con le miserie provocate da uno sviluppo forsennato. Perciò a quantità e rapidità aggiungiamo un altro caposaldo: spreco.

Non è un caso che Thiel sia un fiero oppositore di qualsiasi ipotesi di miglioramento dell'efficienza energetica: ritiene che i venture capitalist seri non debbano investire in progetti che si dichiarino, almeno a parole, per una tecnologia pulita, eufemismo che nei discorsi ufficiali ha sostituito appropriato e sostenibile79. Nella visione turbocapitalista il tema dello spreco è connesso al rifiuto del limite, associato all'impotenza; alla costruzione di identità chiare e definite, pulite; al terrore per il contatto fisico e la corporeità. L'esatto opposto di un uso consapevole, autonomo e autogestito di tecnologie appropriate per soddisfare bisogni e desideri personali e collettivi. Lo spreco come fonte di rifiuti, materiali, psichici, umani, non è solo una conseguenza del capitalismo dell'abbondanza, è una necessità strutturale del principio di crescita illimitata e dell'espansione senza fine della libertà d'azione economica dell'individuo assoluto anarco-capitalista. Nel quadro del delirio di onnipotenza delle imprese tecnologiche e in particolare dei social media, lo spreco ritorna anche nel continuo cambiamento e ampliamento delle funzionalità, inserendosi nel processo di lunga durata di allontanamento e rifiuto del corpo accennato nella prima parte. Torneremo a discuterne più nel dettaglio.

In conclusione, se per Facebook l'analisi è tutto sommato abbastanza semplice, dietro le quinte si affollano questioni di rilevanza culturale generale. E la valutazione è delicata: tenere traccia di tutte le attività di Thiel è davvero un'impresa titanica, e d'altra parte un'occhiata alla sua fondazione personale può risultare disorientante, come molti dei messaggi anarco-capitalisti. The Thiel Foundation «difende e promuove la libertà in ogni sua dimensione: politica, personale ed economica.». I progetti finanziati riguardano le tecnologie di punta, la non-violenza, la libertà. Ancora una volta, di che libertà si tratta? Quale tipo di società stanno finanziando gli anarco-capitalisti?

65) Si veda in particolare Tom Hodkinson, «With friends like these», The Guardian, 14 e 16 febbraio 2008 http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/Facebook  

66) http://www.cato-unbound.org/  

67) Since 1920, the vast increase in welfare beneficiaries and the extension of the franchise to women – two constituencies that are notoriously tough for libertarians – have rendered the notion of ‘capitalist democracy’ into an oxymoron. Peter Thiel, «The Education of a Libertarian», Cato Unbound, 2009 http://www.cato-unbound.org/2009/04/13/peter-thiel/the-education-of-a-libertarian/ 

68) Tra gli articoli di Peter Thiel, quello che esprime meglio il suo credo socio-economico è The Optimistic Thought Experiment, Hoover Institution (Stanford University) http://www.hoover.org/publications/policy-review/article/5646  

69) Si veda la ricostruzione dell'epopea della PayPal Mafia in «Meet the PayPal Mafia», Fortune Magazine, 2007 http://money.cnn.com/2007/11/13/magazines/fortune/paypal_mafia.fortune/index.htm 

70) http://www.theregister.co.uk/2010/03/10/cryptome_paypal/  

71) http://www.palantirtech.com/  

72) http://www.geni.com 

73) http://halcyonmolecular.com 

74) È curioso che Milton Friedman (1914-2006), monetarista premio nobel nel 1976, fautore del laissez-faire più completo, consigliere finanziario del dittatore cileno Augusto Pinochet, abbia subito diversi attacchi durissimi da parte di Rothbard, che lo considerava a ragione uno statalista per le sue idee sul controllo statale delle riserve auree e dell'emissione di moneta. 

75) http://seasteading.org/  

76) http://singinst.org/. Sui Singolaritariani, setta di area transumanista, si veda Bruce Benderson, Transhumanism, Payot & Rivages, Paris, 2011. 

77) http://techcrunch.com/2011/04/10/peter-thiel-were-in-a-bubble-and-its-not-the-internet-its-higher-education/  

78) Peter Thiel, «The End of the Future», National Review, 3 ottobre 2011, http://www.nationalreview.com/articles/278758/end-future-peter-thiel  

79) http://www.greentechmedia.com/articles/read/peter-thiel-doesnt-like-cleantech-mankind/