Istruzioni per l'uso: default power

Facebook ha oltre un miliardo di utenti, Windows Live Messenger 350 milioni, Twitter 300 milioni, Linkedin 130 milioni. Google+ è entrato nella competizione. Ogni giorno questi numeri crescono, e nascono nuovi social network. Non si tratta di un fenomeno occidentale, né esclusivo di società cosiddette democratiche: decine di milioni di russi usano Vkontakte, social network cinesi (rigidamente controllate dalle autorità) come QZone e RenRen contano molte centinaia di milioni di utenti, e il governo iraniano promuove Cloob. La stragrande maggioranza di questi utenti lascia invariate le impostazioni di default delle piattaforme di social network. Quando queste impostazioni cambiano, come è avvenuto ad esempio nel 2010 più volte per le impostazioni di privacy di Facebook, la maggior parte lascia le nuove impostazioni di default. Questo è il default power: il potere di cambiare la vita online di milioni di utenti cambiando pochi parametri. Tutto pubblico. Chiudere gli account di chi ama i gatti. Tenere sotto controllo le foto di chi dice di essere sentimentalmente libero. Tutto si può fare con poco sforzo.

Al prossimo login, il nostro profilo online potrebbe essere molto diverso da come lo conosciamo: un po' come se, rientrando a casa, scoprissimo che l'arredamento è cambiato, le cose non stanno più al loro posto. Questo è il presupposto che dovremmo sempre tenere presente quando parliamo di reti di massa: nessuno di noi vuole essere parte della massa, ma quando usiamo queste reti, siamo la massa. E la massa è soggetta al default power.