Luci e ombre di Google - Comunicato hackmeeting
Criticare Google attraverso una disamina della sua storia, la decostruzione degli oggetti matematici che lo compongono, il disvelamento della cultura che incarna significa per noi muovere un attacco alla tecnocrazia.
Google si è affermato negli ultimi anni come uno dei principali punti di accesso alla rete di internet, ci siamo adattati progressivamente alla sua interfaccia sobria e rassicurante, alle inserzioni pubblicitarie defilate e onnipresenti; abbiamo adottato i suoi servizi e l'abitudine al suo utilizzo si è trasformata oramai in comportamento: "Se non lo sai, chiedilo a Google".
Google ha saputo sfruttare magistralemente il nostro bisogno di semplicità. Eppure ci troviamo di fronte a un colosso, un sistema incredibilmente pervasivo di gestione delle conoscenze composto da strategie di marketing aggressivo e oculata gestione della propria immagine, propagazione di interfacce altamente configurabili e tuttavia implacabilmente riconoscibili, cooptazione di metodologie di sviluppo del Free Software, utilizzo di futuribili sistemi di raccolta e stoccaggio dati.
Il campo bianco di Google in cui inseriamo le parole chiave per le nostre ricerche è una porta stretta, un filtro niente affatto trasparente che controlla e indirizza l'accesso alle informazioni.
In quanto mediatore informazionale si fa strumento di gestione del sapere e si trova quindi in grado di esercitare un potere enorme, diventando espressione diretta della tecnocrazia.
